Il modo in cui presentiamo le informazioni e le scelte che ci vengono proposte può influenzare profondamente le decisioni urbane. Questo fenomeno, noto come framing, trova nell’eredità del diritto romano una chiave interpretativa fondamentale. Non si tratta solo di un meccanismo retorico, ma di una struttura profonda che modella percezioni, valori e azioni all’interno della pianificazione contemporanea.

Il Ritorno al Frame Storico: il Diritto Romano come chiave interpretativa

Il diritto romano, con la sua rigorosa sistematizzazione e il pragmatismo applicato alla gestione dello spazio pubblico, dell’edilizia e dei rapporti tra cittadini, offre un ricchissimo repertorio di principi che ancora oggi informano la progettazione urbana. La nozione di *ius* – giusto diritto – non si limitava a regole astratte, ma fungeva da tessuto connettivo tra ordine pubblico, identità collettiva e funzionalità degli spazi.

“Il diritto romano non era solo legge, ma narrazione del vivere insieme”

Questo approccio olistico al diritto ha lasciato una traccia indelebile nella cultura urbanistica italiana, dove il concetto di *res publica* continua a guidare la visione del cittadino come parte attiva del territorio.

Come il linguaggio modella la percezione del pubblico urbano

Il framing non agisce solo a livello giuridico, ma si radica nel linguaggio con cui vengono comunicate le scelte progettuali. Quando si parla di RUA – Rigenerazione Urbana Attiva – il modo di descrivere interventi di riqualificazione – ad esempio come “rinascita di spazi dimenticati” piuttosto che “interventi tecnici di aggiornamento” – modifica radicalmente la comprensione popolare e il coinvolgimento. Nella pianificazione di quartieri storici come San Lorenzo a Firenze, la scelta lessicale ha permesso di trasformare la rigenerazione da semplice demolizione a valorizzazione del patrimonio culturale. La narrazione diventa strumento di legittimazione e partecipazione.

Il potere simbolico delle narrazioni giuridiche nel progetto cittadino

Le istituzioni coinvolte nel RUA sanno da tempo utilizzare il linguaggio del diritto romano non solo come metafora, ma come sostanza simbolica. Norme ispirate ai principi del *ius civile* e del *ius gentium* – diritto comune e diritto universale – vengono presentate come fondamento di un’etica urbana moderna. Questo rafforza il senso di continuità storica e conferisce legittimità alle scelte contemporanee. Per esempio, il richiamo al *ius utendi* – il diritto di usare e godere dello spazio – viene riproposto come diritto fondamentale dei cittadini a vivere in ambienti curati, sicuri e inclusivi.

Framing e memoria collettiva: il ruolo del RUA nella riconsiderazione del patrimonio

Il RUA non è soltanto un piano tecnico: è un processo di riconnessione tra memoria e azione. Attraverso il framing narrativo, si valorizza la storia non come peso del passato, ma come risorsa per il futuro. La rigenerazione di aree come il Lungomare di Genova o il centro storico di Napoli viene presentata come un dialogo tra strade antiche e nuove esigenze, dove ogni scelta è inquadrata nel tempo e nella comunità. Questo processo rafforza l’identità locale e stimola un coinvolgimento più consapevole da parte dei cittadini.

Tradizione e innovazione: il dialogo tra norme antiche e scelte attuali

Il confronto tra il diritto romano e le esigenze urbane contemporanee non è un conflitto, ma un processo dinamico di integrazione. Principi come *bona fides* – buona fede – o *aequitas* – equità – trovano applicazione concreta in progetti di rigenerazione sostenibile, dove si cerca di bilanciare sviluppo economico, tutela ambientale e inclusione sociale. In questo senso, il RUA diventa un laboratorio vivente di come il passato, interpretato con strumenti moderni, possa guidare scelte più consapevoli e durature.

La dimensione psicologica del framing: come gli stakeholder “incorniciano” le scelte

Il modo in cui i progettisti, i politici e i cittadini percepiscono un intervento RUA dipende fortemente dal framing adottato. Quando si enfatizza la *partecipazione attiva* piuttosto che l’imposizione top-down, si aumenta la legittimazione sociale. La comunicazione visiva – mappe interattive, modelli 3D, narrazioni multimediali – diventa strumento privilegiato per rendere trasparente il processo decisionale. Come il diritto romano trasformava complesse norme in storie accessibili, oggi si usa il linguaggio visivo e narrativo per rendere il RUA comprensibile e coinvolgente.

Il caso del RUA: un esempio pratico di framing applicato alla rigenerazione urbana

Un caso emblematico è il progetto di riqualificazione del quartiere ex-industriale di Bagnoli, a Napoli. Qui, il framing non si limita alla descrizione fisica, ma costruisce una narrazione di trasformazione: da zona di degrado a polo di innovazione sostenibile, valorizzando storia e identità locale. La comunicazione si basa su principi di *rigenerazione partecipata*, dove ogni fase del progetto è presentata come un tassello di un racconto più ampio. Questo approccio ha favorito il coinvolgimento delle associazioni, dei residenti e delle imprese, trasformando la rigenerazione in un progetto condiviso.

Riconciliare passato e presente: il valore del contesto storico nelle decisioni contemporanee

Il frammento del diritto romano che ci precede offre una lezione chiave: ogni scelta urbanistica deve essere radicata nel contesto storico. Ignorare la memoria locale rischia di produrre interventi anonimi e disfunzionali. Al contrario, integrare la storia nella progettazione – attraverso il recupero architettonico, la valorizzazione di tracci storici o la creazione di spazi pubblici ispirati alle forme ancestrali – crea un senso di appartenenza più forte. In questo senso, il RUA diventa un ponte tra generazioni, tra tradizione e progresso.

Conclusioni: il framing come strumento per una pianificazione urbana più consapevole e radicata

Il framing, nato come strumento filosofico e giuridico nell’antichità romana, si rivela oggi un potente alleato nella complessa arte della pianificazione urbana. Il RUA dimostra come la comprensione profonda del passato, tradotta in narrazioni chiare, coinvolgenti e inclusive, possa guidare scelte più consapevoli, partecipate e durature. Riconoscere il valore del contesto storico non è solo un atto culturale, ma una strategia efficace per costruire città più umane, resilienti e radicate nella realtà del luogo.

Indice dei contenuti

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  • *Come il diritto romano insegna a raccontare il futuro attraverso il passato.*

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